Torna a correre la benzina, ai massimi dall' autunno, ma i conti non tornano
in prezzo benzina on sabato 16 maggio 2009
Torna a correre la benzina, con il costo tornato ai massimi dell' autunno scorso. Il prezzo del petrolio si è assestato a circa 60 dollari al barile è corrisponde ad una vendita di circa 1,25 euro per litro di benzina. Ma i conti non tornano come denunciato da molte associazioni dei consumatori. Quando il petrolio era ai massimi, tra i 120 e 130 dollari a barile, la benzina correva a 1,5/1,6 euro al litro, la corrispondenza tra prezzo alla fonte e vendita ai consumatori è quindi sproporzionata.A ritoccare al rialzo i listini è stata la Shell, che, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, ha portato il prezzo del servito consigliato ai gestori (che non tiene conto nè delle addizionali regionali o maggiorazioni geografiche nè delle strategie commerciali) a 1,278 euro al litro. In base alle statistiche dell'Unione petrolifera, si tratta del massimo da ottobre 2008. La stessa compagnia ha ritoccato all'insù anche il gasolio, portandolo a 1,125 euro al litro, il livello più alto dalla fine di novembre. Gli altri marchi si sono invece più o meno mantenuti sui livelli già raggiunti nei giorni scorsi, con la verde che ondeggia tra 1,256 euro (alla Total) e 1,259 euro (alla Api, Ip e Erg) e il gasolio che va da un minimo di 1,098 euro (alla Erg) e un massimo di 1,105 euro al litro (Agip, Api, Ip, Q8, Tamoil e Total). Considerando i massimi toccati dalla Shell, nel giro di una settimana - dall'8 al 15 maggio - i prezzi di riferimento della verde del marchio sono aumentati di 0,049 euro al litro. Incremento che si traduce in brutte notizie per gli automobilisti, soprattutto nel fine settimana: per un'auto di media cilindrata, con un serbatoio da 40 litri, il rincaro è infatti di circa 2 euro a pieno per la benzina e di 1,4 euro per il diesel. Seppur con qualche giorno di ritardo, e con aggiustamenti rispetto alle quotazioni sui mercati internazionali, i carburanti stanno seguendo l'andamento del prezzo del greggio, che, come conseguenza di un aumento sostanzioso delle importazioni da parte della Cina, è volato questa settimana a 60 dollari al barile per la prima volta in sei mesi. E la rincorsa, secondo gli analisti, potrebbe continuare nei prossimi mesi, visto che Pechino, di fronte ai prezzi finora piuttosto bassi registrati dal barile, ha annunciato che continuerà ad aumentare le importazioni di materie prime e di greggio per rafforzare le proprie scorte. Ecco una tabella con i prezzi consigliati ai gestori dai vari marchi.
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