Calano le esportazioni italiane in Giappone, male la moda
in investire in giappone, scambi italia giappone on venerdì 15 maggio 2009
Calano le esportazioni italiane in Giappone, -15,2% nel primo trimestre 2009. I settori che hanno visto incrementare gli interscambi sono stati quello farmaceutico e aerospaziale, in difficoltà la moda. Sono i dati presentati nel corso di un incontro presso l'ambasciata d'Italia a Tokyo, il primo del suo genere che ha coinvolto la Camera di Commercio italiana nel Sol Levante, le altre istituzioni tricolori (come Ice ed Enit) e le aziende italiane attive nel Paese asiatico, e che vuole essere «una occasione di riflessione per tastare periodicamente il polso al business tra Italia e Giappone», ha detto in avvio dei lavori l'ambasciatore Vincenzo Petrone. Segnali di ripresa nel dialogo bilaterale possono essere individuati nell'interesse delle imprese del Sol Levante per l'Italia, come confermato dalla partnership di Enel e Sharp nei pannelli e nell'energia solare, e nei flussi dell'export tricolore verso il Giappone che nel primo trimestre 2009, sia pure considerando i valori di partenza relativamente contenuti, hanno evidenziato per il farmaceutico rialzi del 23%, per i prodotti chimici dell'8,6% e per l'aerospaziale del 179,4%. Soffre, invece, il comparto del fashion-lusso che in Giappone vede le aziende a proprietà italiana (come Prada, Armani e Zegna), detenere una quota complessiva del 10-15% dei 1.500 miliardi di yen (oltre 11 miliardi di euro) stimati della componente retail, contro la fetta del 70-80% degli anni Novanta. Il settore, causa la crisi economica, si contrae al ritmo del 23-25% al mese, spingendo le società a chiudere negozi, ridurre investimenti e a sposare flessibili politiche dei prezzi di vendita. Comparto in evidenza è l'occhialeria con Luxottica, Safilo, Marcolin e De Rigo a rappresentare gli operatori italiani che detengono l'85% del mercato degli occhiali da sole e quote forti anche negli occhiali da vista. Bene anche la meccanica (ad esempio, la reggiana Brevini), mentre la Fiat, con il lancio della 500 a marzo 2008, è l'unico costruttore di auto straniero a mostrare un trend di crescita su base annua (+67,4% a 894 pezzi), con la prospettiva di mantenere gli stessi ritmi anche nel 2009.
L'Italia vanta la quota dell'1% delle importazioni giapponesi nel 2008 (pari a 824 miliardi di yen, 6,3 miliardi di euro), piazzandosi al 23esimo posto nella lista dei principali partner.
L'Italia vanta la quota dell'1% delle importazioni giapponesi nel 2008 (pari a 824 miliardi di yen, 6,3 miliardi di euro), piazzandosi al 23esimo posto nella lista dei principali partner.
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