Flessione per le gare di appalto nel 2009 relative ad ingegneria ed architettura

L'andamento delle gare di appalto pubbliche relative a lavori di ingegneria ed architettura è sceso ad agosto 2009. La flessione rispetto al 2008 è stata del 13,6% con 310 gare, di cui 53 sopra soglia, indette nel mese per un importo di 45,2 milioni di euro (32,1 sopra soglia). Rispetto a luglio 2008 il calo in valore è stato del 29,15%. Nei primi otto mesi del 2009 sono state indette 2.749 gare (378 sopra soglia) per un valore di 471,7 milioni di euro (357,3 sopra soglia). Il confronto con i primi otto mesi del 2008 risulta negativo: il numero delle gare si riduce del 10,9% (-0,5% sopra soglia e -12,3% sotto soglia) e il loro valore scende del 3,6% (+0,3% sopra soglia e -14,1% sotto soglia). Continuano a crescere i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base agli ultimi dati raccolti in agosto il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2008 è stato del 34,7%. L'analisi territoriale delle gare nei primi otto mesi, rispetto allo stesso periodo del 2008, consente di verificare come la tendenza recessiva registrata a livello nazionale sia distribuita in maniera diversa nelle grandi aree geografiche del Paese: in calo il Nord Ovest (-18,1% in numero e -22,4% in valore) ed il Centro Italia (+16,6% in numero e -5,2% in valore); stabili il Nord Est (-0,6% in numero e +1,1% in valore) e il Meridione (-18,5% in numero e +2,9% in valore); in crescita le Isole (-11,3% in numero e +15,0% in valore). Da solo il crollo del Nord Ovest, cioè Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, vale circa 23 milioni di euro, quasi il 5% dell'intero mercato. Il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, passato da 380 del gennaio-agosto 2008 a 378 dell'analogo periodo del 2009, mostra una certa stabilità, anche se in leggera flessione (-0,5%). Nell'insieme degli altri partner dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura presenta una riduzione più evidente (-6,5%). L'incidenza del nostro Paese continua, comunque, ad attestarsi su un modesto 3,5% (Francia 35,9%, Germania 12,3%, Spagna 11,0%, Polonia 5,5%, Gran Bretagna 5,2%).