Negli utlimi 10 anni è salito il numero degli apprendistato quasi del 90%

E' salito in maniera impressionante il numero degli apprendistato in Italia, +87%. Secondo la decima edizione del rapporto annuale dell'Isfol, l'istituto per lo sviluppo della formazione professionale di lavoratori, nel 2008 ben un quarto degli apprendisti, che in tutto sono 644.582, ha superato i 25 anni. L'apprendistato ha così subito una sorta di invecchiamento: basti pensare che nel 2002 gli over 25 erano la metà e i teenager tra i 15 e i 17 anni, ora circa il 6%, erano il doppio. Un tipo di contratto come quello dell'apprendistato, dove peggiori condizioni retributive sono compensate da un'offerta formativa specializzata, dovrebbe avere come target naturale i giovani. Un modo per abbassare il costo del lavoro da parte dei datori di lavoro?
La domanda nasce spontanea, visto che le esigenze che caratterizzano il mercato del lavoro hanno portato alla diffusione del contratto di apprendistato anche tra chi si avvicina ai trenta anni e magari è anche laureato. D'altra parte, la contrazione del numero di minorenni assunti come apprendisti si spiega, secondo l'istituto, con la preferenze a «reclutare questi giovani con altre forme contrattuali meno tutelanti, soprattutto dal punto di vista formativo». E così se prima non esistevano dottori apprendisti, nel 2002 erano lo 0,2%, nell'ultimo hanno raggiunto il 4,7% mentre una buona parte (31,7%) risulta anche diplomata. Conferma la tendenza la riduzione, in parallelo, del numero di apprendisti in possesso del solo titolo di licenzia media (dal 63,8 del 2002 al 48,8 del 2008). Un'altra novità, che modifica il tipico profilo dell'apprendista, è il settore dell'occupazione: l'artigianato, sebbene dia ancora posto a un terzo (34%) degli apprendisti, ha perso il suo storico primato. Dal 2005, infatti, è il terziario il comparto con più occupati. E nel 2008 è arrivato a rappresentare una fetta pari al 43,4%, mentre dieci anni fa sfiorava appena il 25%. In particolare, in quanto a numero di occupati, nell'ultimo anno il commercio ha sopravanzato l'edilizia, seguito il settore metalmeccanico. Non cambia, invece, il basso tasso di partecipazione degli apprendisti agli interventi di formazione. Secondo il monitoraggio, a fronte dell'aumento delle risorse messe in campo dalle Regioni, il coinvolgimento dei lavoratori rimane scarso. L'ammontare destinato agli interventi formativi è salito del 43,4% in un anno, dal 2006 al 2007 (da 125,6 milioni a 180 milioni di euro). È incrementato anche il numero di giovani coinvolti in queste iniziative, dal 17,4% al 20,7% sul totale, ma come nota l'Isfol, «nonostante la crescita significativa rimane il fatto che nel 2007 appena un apprendista su cinque ha partecipato a interventi di formazione organizzati da enti pubblici». A livello territoriale si registrano forti differenze: nel Nord-Est la quota di formati è pari al 34,9% nel 2007, mentre nel Mezzogiorno è del 5%.