Fucine Umbre, Bernardini e le Industrie Meccaniche Bedini presentano nuovo piano a Terni

Nuovo piano per lo sfruttamento del Compendio Bosco a Maratta nel comune di Terni. Lo hanno presentato le società Fucine Umbre, il Gruppo Bernardini e le Industrie Meccaniche Bedini. Le tre aziende, riferisce un comunicato del comune di Terni, si propongono di ampliare, nel sito di cui chiedono la disponibilità, le loro attività industriali, con un saldo attivo in termini occupazionali stimato tra i 160 e 200 nuovi occupati. In particolare le Fucine Umbre, che hanno attualmente 35 dipendenti, aumenterebbero la loro occupazione di ulteriori 40-50 addetti, il gruppo Bernardini (attualmente 80 dipendenti) s'impegna ad incrementare l'occupazione di 30-40 unità, mentre la Bedini (90 dipendenti) prevede il raddoppio dei dipendenti. Le tre società, nel presentare la loro iniziativa, sostengono di voler sviluppare le loro attività produttive e di servizi, prestate già oggi anche a favore delle più importanti multinazionali presenti nel territorio e che operano nei comparti siderurgico e chimico, dando vita a processi di verticalizzazione in produzioni ad alto valore aggiunto. I settori nelle quali cui le tre aziende operano sono quelli della forgiatura, delle grandi lavorazioni meccaniche, della caldareria pesante e della logistica integrata. «Il piano industriale presentato per il Compendio Bosco da tre qualificati gruppi industriali della Conca ternana - commenta il sindaco, Paolo Raffaelli - costituisce un elemento di novità importante, soprattutto se il piano medesimo prefigura ulteriori sviluppi in termini di verticalizzazioni produttive che vanno al di là di queste prime linee propositive. Sarà naturalmente il consorzio delle aree industriali, di concerto con la Regione e i vertici istituzionali che usciranno dalle elezioni amministrative del prossimo fine settimana, a definire il percorso di attribuzione del Compendio Bosco». L'assessore regionale Mario Giovannetti sottolinea «l'importanza del fatto che imprese locali si propongano unitariamente di riutilizzare un sito industriale dismesso su cui le istituzioni hanno fortemente investito per il suo riuso. È particolarmente significativa inoltre la volontà delle imprese di consolidare e sviluppare le proprie sinergie con le grandi aziende chimiche e siderurgiche del territorio, a partire dalla Tk-Ast. Ora il piano è nella mani del consorzio delle aree industriali e si avvierà quindi il necessario percorso di valutazione economico- produttiva e finanziaria».