il decalogo dell' Ue per trovare lavoro
in lavoro ue on giovedì 7 maggio 2009
Lavorare meno per lavorare tutti. Si può sintetizzare così uno dei passaggi chiave del decalogo anti-disoccupazione sottoscritto al Job Summit a Praga. Boicottato dai maggiori paesi membri, rinviato a più riprese ed, infine, declassato da riunione al massimo livello a troika presidenza Ue-Commissione, il vertice ha concordato 10 punti per rispondere al preoccupante aumento della disoccupazione, all'8,9% a marzo pari a oltre 20 milioni di senza lavoro. Alla riunione è stato lanciato anche un messaggio in favore dell'abbassamento del cuneo fiscale e del taglio degli oneri sulle start-up. Questi nel dettaglio i dieci ingredienti della ricetta Ue salva-lavoro. Mantenere più persone possibili al lavoro, attraverso una temporanea ridefinizione delle ore di lavoro, accanto ad azioni di riqualificazione finanziate pubblicamente anche dal Fondo sociale europeo; incoraggiare l'imprenditorialità, diminuendo ad esempio i costi extra-salariali; migliorare l'efficienza delle agenzie nazionali di collocamento; aumentare gli apprendistati e i tirocini di alta qualità entro la fine del 2009. Ma non solo. Bisogna anche promuovere l'inclusione con incentivi; adeguare l'educazione in modo che chi termina un ciclo di studi disponga di strumenti per trovare un lavoro; mobilità della mano d'opera; individuare opportunità di lavoro per progettare l'offerta di formazione professionale; assistere giovani e disoccupati nell'avvio di imprese proprie offrendo formazione specializzate, capitali e abbassando o eliminando l'onere fiscale per le start-up; prevedere e dirigere la ristrutturazione attraverso lo scambio di 'good practicè. «Se cercate lavoro, lo troverete. E credo che la stessa regola sia valida in tutto il mondo» ha detto il presidente di turno Ue, il premier ceco dimissionario Mirek Topolanek.
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