Dalla Regione Puglia fondi per i commercianti

I piccoli esercenti della Puglia potranno avere a disposizione 24 milioni di euro per i fondi anti crisi. A tanto ammonta la cifra messa a disposizione dalla regione Puglia per agevolare gli investimenti deititolari dei piccoli esercizi commerciali quali negozi, ristoranti, edicole, rivendite di tabacchi ma anche commercianti ambulanti: lo ha annunciato il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Sandro Frisullo, precisando che al momento circa un terzo dei piccoli commercianti che ne hanno fatto richiesta «potranno beneficiare degli interventi a fondo perduto»: 623 piccole imprese pugliesì rispetto alle 1.732 che hanno chiesto le agevolazioni. Gli esercizi commerciali ammessi al finanziamento (la graduatoria è disponibile sul sito www.sistema.puglia.it), sono così suddivisi: a Bari 268, a Lecce 97, a Foggia 99, a Taranto 92, a Brindisi 67. Frisullo ha sottolineato che «i dettaglianti, gli ambulanti e i ristoratori rappresentano il 27,69% di tutti gli imprenditori pugliesi». Da qui si comprende - ha aggiunto - «lo sforzo che abbiamo compiuto in questi anni: abbiamo erogato complessivamente 66 milioni di euro a cui si aggiungono questi quasi 25 milioni di euro per consentire a 623 imprese commerciali di tutta la Puglia di ampliare la propria struttura, di trasferirla o farne una nuova, acquistare macchinari e attrezzature, programmi informatici e sistemi di sicurezza, ammodernare i punti vendita e installare impianti di telesorvegliana». «Abbiamo adeguato - ha precisato - una prima provvista finanziaria contenuta nella delibera Cipe: siamo partiti con 5 milioni di euro, l'abbiamo poi portata a 11.405.000 euro, fino ad aggiungere 12.500.000 euro per una complessiva cifra di 24.867.843 euro». «Pur nella sua consistenza - ha concluso - è sempre una cifra che non può soddisfare l'intera domanda, ma il nostro impegno è quello, anche con le delibere Cipe successive, di accompagnare il sistema del piccolo commercio in questa dura gara del mercato in un momento di così grave crisi economica».