Crisi lavoro nel Lazio, a rimetterci giovani precari e madri lavoratrici

Sono i giovani con contratto precario e le madre lavoratrici le vittime principali della crisi lavorativa nel Lazio. Lo rivela l'Istat secondo cui nel terzo trimestre del 2009, a livello regionale, l'occupazione femminile è calata di 1,3 punti percentuali rispetto al 2008 (-0,3% tra gli uomini). Nello stesso periodo sono stati bruciati 21 mila contratti atipici tra co.co.co e contratti a termine, con un saldo complessivo di 10.000 posti di lavoro in meno. Le laureate sono retribuite in media 7,1 euro all'ora rispetto agli 8 euro di un laureato. Poi c'è la sempre verde questione della maternità. Supportata dai nuovi dati dell'Istat: il 27% delle donne lascia il lavoro dopo la nascita di un figlio. La crisi ha colpito di più i lavoratori atipici (co.co.co e a tempo determinato) che, dal terzo trimestre 2008 al terzo 2009, sono diminuiti di 21 mila unità. Nello stesso periodo, che comunque ha un saldo passivo di 10 mila lavoratori, sono cresciuti i contratti a tempo indeterminato, sorretti dalla componente straniera, di colf, badanti e lavoratori della ristorazione. Che però molto spesso sono laureati, sociologi e dottori immigrati.